Ep#9. Perché pensiamo che il futuro sia altrove? La storia di Catalian Lanùs, dall'Argentina alla Sicilia
Aggiornamento: 5 ott
Catalina Lanùs arriva in Sicilia dall’Argentina senza un progetto preciso.
Prima aveva vissuto per alcuni mesi negli Stati Uniti, ma il viaggio più importante era già cominciato dentro di lei. In Argentina studiava, lavorava e aveva degli affetti, eppure si sentiva “spenta”.
Lascia la laurea e il lavoro legato all’archeologia perché sente di aver bisogno di uno stimolo capace di riaccendere curiosità e creatività.
La cittadinanza italiana diventa quasi il pretesto per attraversare l’oceano e ricominciare.
Arriva a Noto senza grandi aspettative. Ha tempo, cammina, osserva. Il barocco, il tufo dorato, le architetture che aveva studiato sui libri improvvisamente tutt’intorno a lei. “Puf, come un’esplosione mentale” la descrive Catalina.
Poi visita Modica. Sale fino a una chiesa, entra e comincia a piangere. Non di tristezza, ma di felicità e meraviglia. Sei mesi prima, racconta, si trovava in uno stato d’animo che probabilmente non le avrebbe permesso nemmeno di vedere tutta quella bellezza.
La sua vera paura, prima di partire, non era la Sicilia, era attraversare un oceano e non trovare niente capace di ispirarla. Dopo appena dieci giorni sull’isola si sorprende invece a pensare “Non mi posso sentire così bene, non è normale.”
Ma innamorarsi della Sicilia e riuscire a costruirci una vita sono due cose diverse. Catalina vede anche un'altra Sicilia, quella in cui i collegamenti sono difficili, le distanze enormi e costruire un progetto richiede fatica, anche doppia rispetto ad altri luoghi.
E soprattutto continua a essere tramandata una convinzione, quasi di generazione in generazione, come fosse un graffito su tutti i muri dell'isola con inciso "qui nulla può cambiare. Se vuoi un futuro, devi andare via!".
Ed è curioso, una ragazza attraversa l'oceano per trovare qualcosa qui, mentre molti di noi crescono pensando che quel qualcosa esista soltanto altrove.
Catalina però, davanti alle cose che non funzionano, si pone una domanda che mi piace molto: “Che potrei fare per fare le cose diversamente?”
La risposta non è l’idea che una singola persona possa risolvere problemi enormi, ma come comunità possiamo fare di tutto. È cominciare da ciò che è vicino come la cura di uno spazio, il rispetto del bene comune, l’educazione dei più piccoli. Catalina ricorda che da bambina, in Argentina, le insegnavano a prendersi cura del luogo in cui viveva.
Catalina oggi porta quello sguardo anche nel progetto Catutecuenta, attraverso video sulla Sicilia, sulle sue origini e sul legame con l’Argentina. Cerca soprattutto di dare valore ad abitudini, folklore e tradizioni che sembrano scomparire ma che, a suo avviso, continuano a vivere sotto altre forme.
La sua storia contiene un paradosso. A volte serve qualcuno che arrivi da molto lontano per ricordarci ciò che abbiamo attorno a noi.
Città e percorso dell’ospite
Argentina → Stati Uniti → Sicilia → Noto
Catalina lascia l’Argentina, trascorre circa sei mesi negli Stati Uniti e poi arriva in Sicilia per la richiesta di cittadinanza. In Sicilia trova a Noto il luogo in cui decide di fermarsi e che descrive come una casa “dal momento zero”.
Tre cose che si imparano
1. Non bisogna avere subito tutte le risposte per ricominciare. Catalina arriva senza un progetto definito. Il tempo dell’attesa diventa spazio per esplorare sé stessa, il territorio e nuove possibilità.
2. Lo sguardo di chi arriva può restituire valore a ciò che chi vive in un luogo dà per scontato. Arte, natura, storia e stile di vita diventano, attraverso gli occhi di Catalina, elementi da osservare nuovamente.
3. Chiedersi “cosa posso fare io?” cambia il punto di partenza. Non significa pensare di poter risolvere tutto da soli, ma individuare una piccola responsabilità personale dentro un cambiamento più ampio e collettivo.
Risorse e community citate
Catutecuenta — il progetto social di Catalina dedicato alla vita e alla cultura siciliana, al rapporto con l’Argentina, alle origini, alle tradizioni e al folklore.
Capitoli
Lo script non contiene i minutaggi definitivi dell’audio; i timestamp possono essere aggiunti dopo il montaggio.
Chi è Catalina Lanus
Dall’Argentina agli Stati Uniti, fino alla Sicilia
Arrivare senza aspettative
Noto e l’“esplosione mentale”
Le lacrime davanti alla bellezza di Modica
La paura di non trovare più ispirazione
Restare: collegamenti e difficoltà concrete
Cosa vede chi arriva da fuori
“Che potrei fare io per fare le cose diversamente?”
Educare alla cura del bene comune
Catutecuenta: raccontare ciò che sembra scomparire
Noto, il posto del cuore in Sicilia di Catalina

Trascrizione parziale
«Io volevo un cambiamento per la mia vita perché mi sentivo spenta da tanto tempo.»
«Penso che arrivare in un posto e iniziare da zero senza aspettative ti permette anche di creare.»
«Per me è stato "puf, come un’esplosione mentale!"»
«Ma non mi posso sentire così bene, non è normale!»
«Siamo noi cittadini che pensiamo che non possiamo fare niente, ma in realtà possiamo fare tutto.»
«Che potrei fare per fare le cose diversamente?»
🎙️ Ascolta l’episodio completo sul sito di Isola che Torna, su Spotify o sulla tua piattaforma podcast preferita.
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