top of page

Ep# 12 - "Polentona Sicula. Ex Prof Lombarda, vado a vivere in Sicilia e te lo racconto dalla mia terrazza" - Lucilla Scolaro.

11 minuti fa
Tempo di lettura: 5 min

Immagina una terrazza a Niscemi, da lì riesci a vedere una frana.

Una frana che ha aperto una ferita nel terreno. Ci sono strade dissestate, marciapiedi stretti, servizi che non sempre esistono. E circa quattromila volumi di una biblioteca privata che, improvvisamente, rischiano di andare perduti.


È da quella terrazza che Lucilla Scolaro osserva e racconta la Sicilia.


Lucilla si presenta come Polentona Sicula: “Ex prof lombarda, cambio vita in Sicilia e te lo racconto dalla mia terrazza.”

E per arrivare su quella terrazza ha dovuto attraversare molti luoghi e, soprattutto, molte versioni di sé.


La storia di Lucilla. Sentirsi fuori posto e andare il più lontano possibile


Lucilla ha 35 anni ed è originaria di un piccolo paese della provincia di Varese, vicino alla Svizzera.


Per i primi diciannove anni della sua vita racconta di sentirsi come un pesce fuor d’acqua. Le amicizie ci sono, le relazioni pure, anche se, per stare bene, sente di dover continuamente adattarsi al modo di pensare delle persone che ha attorno.

A un certo punto quella sensazione le fa venire fame di altrove.


Lucilla prima va a Venezia per studiare, poi parte per il Giappone. Vive per quattro anni tra la prefettura di Nagano e Tokyo, studia antropologia, fa ricerca, lavora e sperimenta vite diverse.


Lontano da casa scopre che, fuori dal contesto nel quale era cresciuta, può finalmente smettere di subire le narrazioni che gli altri costruiscono su di lei e iniziare a costruire la propria.


Poi torna in Italia.


Si trasferisce a Bergamo, incontra il compagno siciliano, lavora nella scuola. Passano sei anni. Arriva anche una bambina.

Sembra avere una vita perfetta con una casa, un lavoro, una famiglia.


Manca qualcosa. Lucilla la chiama “una mancanza di senso”.


Il tempo trascorso a casa diventa soprattutto tempo per recuperare dallo stress del lavoro. Uscire significa spesso consumare e spendere.


Così una domanda comincia a diventare sempre più insistente "e se provassero a vivere diversamente?". Decidono di trasferirsi in Sicilia.


L'arrivo a Niscemi


La Sicilia non arriva come soluzione perfetta.


Lucilla si trasferisce a Niscemi con una bambina piccolissima e scopre presto la differenza tra conoscere un luogo durante le vacanze e viverlo ogni giorno.


Ci sono le scale da affrontare con il passeggino, i marciapiedi stretti e pieni di buche, le pendenze, le difficoltà negli spostamenti.


E poi i servizi che mancano. A Bergamo poteva aprire un’app e ordinare la spesa. A Niscemi, apparentemente, quel servizio non esiste.


Poi va al mercato, conosce le persone e scopre che una bancarella può consegnarle la spesa direttamente a casa.

Il servizio esiste. Semplicemente non è a portata di click.


Emerge così una delle intuizioni più interessanti dell’episodio.


Laddove manca una risorsa, a volte si attiva un intero circolo di persone per sopperire alla mancanza.


La paura di sentirsi di nuovo fuori posto

Prima di trasferirsi, Lucilla ha soprattutto una paura.

Ritrovarsi nuovamente stretta dentro una piccola realtà, osservata e giudicata, senza sentirsi libera di esprimersi.

Temere quindi l’isolamento culturale ma anche le ingerenze familiari.


La Sicilia, invece, le restituisce un’immagine più complessa.


La chiusura esiste. Ma sotto quella superficie Lucilla scopre quello che definisce “un sostrato culturale molto vivo”.


Persone che leggono, pensano, creano. Persone con interessi profondi e aperture inaspettate. Un’umanità che, nelle sue parole, “pensa, fa e fermenta”.


Ed è proprio dentro questo fermento che si inserisce il progetto al quale oggi sta lavorando.


Quattromila volumi sospesi sulla frana


A Niscemi la casa di Lucilla custodisce la biblioteca e l’archivio personale dello storico locale Angelo Marsiano.


Circa quattromila volumi.


Parte di questa raccolta si trovava nella casa dei suoi suoceri, rimasta sul fronte della frana che ha colpito Niscemi. Alcuni libri sono stati salvati grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco.


L’obiettivo adesso è ordinarli e dare vita a una biblioteca-archivio aperta alla comunità.


Non semplicemente conservare libri, quindi, ma trasformarli in un luogo in cui far nascere incontri e attività culturali.


Il cappero come metafora della Sicilia


Lucilla regala un'immagine come augurio a chi sceglie la Sicilia. "Sii come il cappero!"


Una pianta che cresce aggrappandosi alla roccia, in un terreno che sembrerebbe poco adatto alla vita.


Attraversa forme diverse: bocciolo, fiore, cucuncio.

Cambia continuamente forma, ma resta sempre sé stesso.


Il percorso di Lucilla


Provincia di Varese → Venezia → Nagano → Tokyo → Bergamo → Niscemi


Lucilla parte dalla provincia di Varese dopo essersi sentita a lungo fuori posto. Studia a Venezia e successivamente vive circa quattro anni in Giappone, tra Nagano e Tokyo.


Tornata in Italia, si stabilisce a Bergamo, dove incontra il compagno siciliano e rimane per circa sei anni.


Dopo la nascita della figlia e una crescente ricerca di un diverso equilibrio di vita, la famiglia sceglie Niscemi.


Tre cose che ci lascia la storia di Lucilla


1. La paura di sentirsi fuori posto può essere smentita dagli incontri

Lucilla arriva con il timore di ritrovarsi nuovamente chiusa dentro una realtà di paese. Scopre, invece, un sostrato culturale molto vivo.

Quella che immaginava come una possibile forma di isolamento diventa anche occasione per incontrare persone che leggono, creano, pensano e fanno.

La superficie non racconta sempre tutto (do not judge a book by its cover).


2. Arrivare in un territorio può significare anche restituirgli qualcosa

La biblioteca di Angelo Marsiano non è soltanto un progetto di conservazione.

Quei quattromila volumi raccontano la possibilità di prendere qualcosa che rischia di andare perduto e trasformarlo in una risorsa comune.

Un archivio privato può diventare una biblioteca aperta.


3. Essere come il cappero. Cambiare senza smettere di essere sé stessi

Il cappero si aggrappa alla roccia, attraversa fasi diverse e continua a trasformarsi (ed è buono in tutte le sue forme).

È l’immagine che meglio racconta Lucilla. Luoghi e vite diverse alla ricerca non di un posto perfetto, ma di uno spazio nel quale riuscire finalmente a mettere radici restando sé stessa.


Risorse e progetti citati

Polentona Sicula Il Substack attraverso il quale Lucilla racconta il trasferimento, la quotidianità a Niscemi e il suo sguardo da “polentona” sulla Sicilia.

Biblioteca-Archivio Angelo Marsiano Il progetto di recupero dei circa quattromila volumi appartenuti allo storico Angelo Marsiano, con l’obiettivo di creare una biblioteca-archivio aperta alla comunità di Niscemi.

Profilo Instagram di Lucilla Scolaro Il canale attraverso il quale seguire il suo racconto della Sicilia e gli sviluppi del progetto.


Capitoli dell’episodio


01. Chi è Lucilla Scolaro

02. Polentona Sicula e la solidarietà spontanea

03. Provincia di Varese, Venezia e Giappone

04. Bergamo e la mancanza di senso

05. Il trasferimento a Niscemi

06. Quando il servizio non è a portata di click

07. La paura del piccolo paese

08. La biblioteca di Angelo Marsiano

09. Le opportunità nei vuoti

10. Il cappero

11. La luce rosa di Troina


Strada verso Troina EN. Il posto del cuore in Sicilia di Lucilla Scolaro
Strada verso Troina EN. Il posto del cuore in Sicilia di Lucilla Scolaro

Trascrizione parziale


«Fuori da lì potevo essere un’altra persona, cioè non subivo più le narrazioni che facevano di me, potevo costruirle io.» 

«Forse ti direi una mancanza di senso […] Il tempo che passavamo a casa era sempre un tempo di recupero dallo stress del lavoro.» 

«Magari non c’è l’applicazione su cui ordinarti la spesa, però se ti accordi con le persone, il servizio si crea.» 

«C’è anche un sostrato culturale molto vivo […] c’è un’umanità che pensa, che fa, che fermenta.» 
«La pianta del cappero si aggrappa alla roccia […] nonostante cambi faccia, resta sempre lui, resta sempre il cappero in tutte le sue forme.» 

🎧 Ascolta l’episodio completo sul sito di Isola che Torna, su Spotify o sulla tua piattaforma podcast preferita.

Commenti


bottom of page