Ep#3 Una pentola che bolle - Léa - Storia di chi Arriva
- 24 giu
- Tempo di lettura: 3 min
Léa viveva a Berlino e sentiva il bisogno di cambiare aria, cambiare cultura, rimettersi in gioco.
Spinta dal ricordo positivo di un viaggio in Sicilia e dall'interesse per la lingua italiana, ha attraversato l'Italia da nord a sud alla ricerca di un luogo in cui costruire una nuova fase della sua vita.
Sceglie Catania.
A Catania trova quella che durante il podcast definisce una "pentola che bolle": una città in movimento, dove idee, persone e iniziative continuano a incontrarsi e trasformarsi.
Una città abbastanza grande da offrire opportunità, incontri e stimoli, ma anche abbastanza incompleta da lasciare spazio a chi desidera creare qualcosa di nuovo.
Uno spazio in cui poter avere un impatto positivo.
Naturalmente le paure non mancano.
La paura di ricominciare da zero.
La paura di costruire una nuova rete sociale.
La paura di non riuscire a integrarsi.
La paura di confrontarsi con alcune fragilità strutturali della Sicilia e con le sfide poste dal cambiamento climatico.
Osserva, fa ricerche, vive la città, e decide di provarci.
Se qualcosa non c'è, lo crei
Il dono più prezioso che emerge dalla sua storia è proprio questo.
Quando si arriva in un posto nuovo, la rete di relazioni non arriva all'improvviso.
Si costruisce un incontro alla volta.
Un coworking per conoscere persone e progetti.
Una pedalata per incontrare chi condivide la stessa passione.
Un'associazione per approfondire valori e attivismo.
Una comunità di expat per sentirsi meno soli.
Un gruppo di volontari per contribuire a qualcosa di più grande.
Léa racconta la Sicilia come un luogo dove il passaparola conta ancora molto, dove le relazioni possono aprire strade inattese e dove esistono ancora spazi da immaginare e costruire.
Una Sicilia che sperimenta
Secondo Léa, la Sicilia potrebbe diventare uno dei laboratori più interessanti del Mediterraneo per sperimentare nuovi modi di adattare le città al cambiamento climatico.
Più alberi. Più natura negli spazi urbani. Più attenzione agli edifici e al modo in cui abitiamo i nostri territori.
Una sfida concreta che potrebbe trasformarsi in opportunità.
Dal "non funzionerà mai" al "proviamoci"
Costruire qualcosa in Sicilia richiede coraggio. Richiede di fare i conti con ostacoli, incertezze e con quella frase che spesso sentiamo ripetere: "Tanto non funzionerà mai."
E se sostituissimo questa frase con un semplice "Proviamoci"?
Il posto del cuore
Se dovesse scegliere un posto del cuore in Sicilia, Léa sceglierebbe Ognina.
Un quartiere di mare dove convivono il ritmo lento di un antico borgo di pescatori e l'energia della città.
Un luogo fatto di onde sugli scogli, odore di salsedine, mercato del pesce e tramonti sul mare.
"Ognina è il quartiere che mi ha fatto innamorare di Catania davvero, è che ha spinto la scelta di trasferirmi qui. La presenza del mare, la pace dell'inverno e l'energia dell'estate, nelle sue strade mi sento a casa"
Se vuoi invece conoscere alcune delle realtà citate durante l'episodio, puoi trovare tutti i riferimenti qui di seguito:
Isola Catania isola.catania
Arcigay Catania arcigaycatania
Ruote Libere Catania Ruote Libere
Expats in Catania Expats Catania
Wikimediani in Sicilia Wikimediani Sicilia
E, a te, quale passaggio della storia di Léa ha colpito di più?
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