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Ep#7 Tornare in Sicilia e sentirsi stranieri: come ricostruire appartenenza - Chiara Crisci

19 ago
Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 20 ago

Tornare a casa dovrebbe essere la parte facile. Dovrebbe significare ritrovare luoghi conosciuti, persone familiari, abitudini lasciate in sospeso.


Eppure, nella storia di Chiara Crisci, il ritorno contiene un paradosso:


«Si torna a casa, ma ci si sente ancora più stranieri di quando si era all’estero.»

È da questa sensazione che parte il nuovo episodio di Isola che Torna.


Chiara è originaria di Palagonia, in provincia di Catania. Nel 2009 lascia la Sicilia per Torino, dove si trasferisce per frequentare un corso di laurea magistrale che sull’isola non era disponibile. Nel 2012 prova un primo ritorno, spinta dalla nostalgia e dal desiderio di fare qualcosa nella propria terra. Ma professionalmente non riesce ancora a trovare la propria dimensione. Qualche anno dopo parte nuovamente, questa volta verso le Canarie, dove sperimenta anche la libera professione.


Il viaggio, però, non produce uno sradicamento. Al contrario, rende più nitida la sua identità.


A Torino Chiara prova a neutralizzare il proprio accento. Anni dopo, vivendo all’estero, accade quasi l’opposto: parla più siciliano di quanto avesse mai fatto prima e comincia a riappropriarsene con orgoglio. La distanza sembra mettere a fuoco ciò che da vicino rischiava di essere dato per scontato.


Ma il ritorno non è un viaggio all’indietro. Chiara teme soprattutto di non ritrovare una rete umana. Alcuni amici sono partiti, altri hanno seguito percorsi diversi. Anche chi torna è cambiato. Bisogna quindi costruire nuovi rapporti e, in qualche modo, una nuova appartenenza.


Da questa fragilità nasce qualcosa di concreto.


Prima il blog Tornare in Sicilia, poi la community Destinazione Sicilia. La rete diventa un luogo dove scambiarsi opportunità professionali e formative, ma anche informazioni apparentemente semplici: come cambiare residenza, ottenere un duplicato della tessera sanitaria o orientarsi nella quotidianità di un rientro.


È qui che Chiara pronuncia una delle frasi più semplici e importanti dell’episodio:


«Ok, non sono sola. C’è qualcuno a cui posso chiedere aiuto.»

Una rete non elimina lo smarrimento, ma impedisce di attraversarlo da soli.


E le connessioni, nella sua storia, producono conseguenze molto concrete. Quando vive ancora in Spagna, Chiara partecipa da remoto a un incontro per expat organizzato da Léa Lacroix, intervistata nell'episodio 3 di questo podcast. Entra così in contatto con Isola Catania. Seguono un collegamento su LinkedIn, alcune conversazioni e, prima ancora del rientro fisico in Sicilia, l’inizio di quella che diventerà la sua esperienza professionale da dipendente.


Tornando, Chiara scopre anche che la Sicilia non è rimasta ferma come nella fotografia che aveva conservato prima di partire.


Durante un incontro di Destinazione Sicilia qualcuno scrive su un post-it: «Qui non succede mai niente.» Un’altra persona risponde con una lista di festival, concerti ed eventi che sembra non finire mai. Il punto non è che nulla esista. Spesso non sappiamo più dove guardare.


Mentre eravamo via, anche la Sicilia ha continuato a muoversi.


Il ritorno di Chiara trova infine un’immagine precisa: il bosco dell’Etna. Gli uccelli al mattino, le foglie secche sotto i passi, i castagni, le stelle la notte e un silenzio così profondo da permetterle di sentire soltanto il proprio acufene.


Forse ricostruire appartenenza significa proprio questo: non cercare di recuperare la vita che avevamo lasciato, ma imparare ad abitare nuovamente un luogo insieme alla persona che siamo diventati.


Città e percorso dell’ospite

Palagonia → Torino → Sicilia → Isole Canarie → Sicilia

Chiara cresce a Palagonia, in provincia di Catania. Si trasferisce a Torino per gli studi, tenta un primo rientro in Sicilia nel 2012 e successivamente parte per le Canarie. Durante gli anni all’estero avvia la propria attività professionale e, prima del rientro definitivo, comincia a costruire da remoto le relazioni che accompagneranno il suo ritorno. Oggi lavora in Isola Catania.


Tre cose che si imparano

1. Tornare non significa riprendere da dove si era lasciato

Il luogo è cambiato, le relazioni sono cambiate e anche chi torna porta con sé esperienze nuove. Il rientro può assomigliare più a un nuovo inizio che a un ritorno al passato.

2. Una rete può trasformare lo smarrimento in possibilità

Community e relazioni non servono soltanto per trovare lavoro. Possono fornire informazioni, confronto, orientamento e soprattutto la consapevolezza di non essere soli nell’affrontare determinate difficoltà.

3. Il cuore indica una direzione, ma il ritorno va preparato

Chiara invita ad ascoltare le motivazioni più profonde, distinguendole dalla FOMO o dalle aspettative familiari. Allo stesso tempo sottolinea la necessità di organizzarsi e prepararsi agli imprevisti.


Risorse e community citate

  • Tornare in Sicilia — il blog personale attraverso cui Chiara racconta il proprio percorso e raccoglie testimonianze di altri rientri.

  • Destinazione Sicilia — community nata anche dal bisogno di creare una rete di supporto per chi torna.

  • Isola Catania — impresa sociale in cui Chiara lavora nell’ambito della progettazione sociale sul territorio siciliano.

  • Léa e la rete degli expat — un incontro seguito dalla Spagna diventa uno dei ponti che avvicinano Chiara a Isola Catania prima ancora del suo rientro.

  • Se vuoi entrare in contatto con Chiara, la trovi su instagram.


Capitoli dell’episodio

  1. Chi è Chiara Crisci e come nasce Tornare in Sicilia

  2. Da Palagonia a Torino: la prima partenza

  3. Il primo ritorno e la nuova partenza verso le Canarie

  4. Accento, dialetto e identità siciliana

  5. Tornare e sentirsi più stranieri di prima

  6. Perché costruire una rete diventa fondamentale

  7. Dal blog alla community Destinazione Sicilia

  8. Le relazioni che aprono la strada verso Isola Catania

  9. La Sicilia che continua a cambiare mentre siamo via

  10. Tornare con il cuore, ma preparare un piano

  11. Il bosco dell’Etna e il significato di sentirsi a casa

Alcune frasi

«Vedevo il viaggio come una finestra sul mondo, però non ho mai sentito quella necessità di sradicarmi.»
«Per me è stata fondamentale la creazione della rete, che poi si è trasformata spesso in una rete di supporto, di consiglio, anche solo di confronto.»
«Si torna a casa ma ci si sente ancora più stranieri di quando si era all’estero.»
«Ok, non sono sola […] so che c’è qualcuno a cui posso chiedere aiuto.»
«Noi non ci siamo stati, ma qui il mondo ha continuato ad andare avanti.»
«Prendere la decisione intanto con il cuore, con la pancia, perché sono quelli che veramente ci parlano.»

🎙️ Ascolta l’episodio completo sul sito di Isola che Torna, su Spotify o sulla tua piattaforma podcast preferita.

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