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Ep#4 Nun si Parti - Giovanni - Storia di chi Lotta

  • 8 lug
  • Tempo di lettura: 3 min

Il "Diritto a Restare" è la vera rivoluzione dei giovani siciliani.


Da decenni, la Sicilia vive un paradosso: da un lato, un’immensa ricchezza storica, culturale e geografica; dall'altro, lacune sistemiche che rendono la quotidianità una sfida di resistenza e sembrano spingere le nuove generazioni verso l'unica porta rimasta aperta: quella dell'aeroporto.


L'alternativa a restare sembra di fatto preclusa, possiamo quindi ancora parlare di libera scelta? È da questo interrogativo che nasce la sfida per il "diritto a restare", una missione che punta a trasformare la fuga in un'opzione e non in un destino segnato da una terra che sembra aver dimenticato come progettare il proprio domani.


L'emigrazione "forzata": partire non è una scelta


Giovanni Castronovo, 24 anni, studente di Italianistica originario di Palma di Montechiaro (AG), sottolinea una distinzione fondamentale tra il passato e il presente. Se a fine '800 partivano i contadini analfabeti verso le Americhe e nel dopoguerra gli operai verso le fabbriche del Nord, oggi a fare le valigie sono spesso giovani laureati con un’alta formazione.


Sebbene non vi sia un obbligo formale, la mancanza di stabilità economica e di servizi essenziali configura quella che viene definita "emigrazione forzata".


Questa assenza di alternative concrete sottrae all'isola le sue energie migliori proprio nel momento in cui ne avrebbe più bisogno per colmare la "frattura" tra potenziale e realtà.


Una ferita collettiva


Per misurare l'impatto di questo fenomeno, l'associazione Nun si Parti, durante i suoi incontri nelle scuole e nelle università, chiede ai presenti di alzare la mano se hanno un parente o un amico stretto che è dovuto emigrare. Il risultato è una fotografia allarmante del territorio, non c'è nessuno che non alzi la mano.


Vedere un'intera aula con le braccia alzate è una ferita che riguarda tutti. Tuttavia, proprio in queste aule sta nascendo un cambiamento fondamentale. Giovanni sottolinea come, fino a pochi anni fa, l'emigrazione fosse vissuta come una prassi banalizzata, oggi, invece, tra i giovani pulsa maggiore consapevolezza.


Non si accetta più l’idea che andare via sia l’unica opzione.


Se esiste un luogo dove questa visione collettiva prende forma, per Giovanni, è Viale delle Scienze a Palermo. L’Università non è solo un luogo di studio, ma il laboratorio dove i giovani ancora "osano immaginare". È qui che si concentra la massa critica necessaria per trasformare il miglioramento personale in un progetto di comunità.


L'impegno e le iniziative


L'impegno di Nun si Parti trova la sua massima espressione in sit-in in aeroporti, fiaccolate, iniziative che possano arrivare ai giornali e farne parlare. Ma anche attività di sensibilizzazione nelle scuole e nelle università, e aiutare con ricercare bandi e opportunità per i giovani.


Saranno inoltre parte del Trinacria Camp, organizzato a San Leone (AG) da trinacria.info., dal 30 luglio al 2 agosto. Quattro giorni di dibattiti, musica, mare e socialità per la valorizzazione della lingua e della cultura siciliana e per la lotta all'emigrazione forzata dalla Sicilia.


Il messaggio che arriva è un invito alla partecipazione: restare non è un atto passivo, ma una costruzione collettiva e quotidiana. Se vuoi entrare in contatto con Giovanni e Nun si Parti, questi sono i contatti Instagram Sito web 

Se vuoi invece saperne di più sul Trinacria Camp, visita Tricancria.info


E tu, cosa ne pensi?


🎙️ Ascolta l'episodio "Nun si Parti con Giovanni Castronovo" sul sito di Isola che Torna, su Spotify o sulla tua piattaforma podcast preferita. Immagine di copertina "Edificio 19 Unipa" di Ferdoglass, via Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0).

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